Francia record per calo di immigrati

Mentre il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi annuncia un provvedimento, da valutare con il ministero dell’Interno, che prolunghi “il periodo di ricerca di un nuovo lavoro, ora di sei mesi, almeno a un anno” per quegli immigrati che rischiano di diventare irregolari per la perdita del lavoro e il concomitante scadere del permesso di soggiorno.
19 AGO 20
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Mentre il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi annuncia un provvedimento, da valutare con il ministero dell’Interno, che prolunghi “il periodo di ricerca di un nuovo lavoro, ora di sei mesi, almeno a un anno” per quegli immigrati che rischiano di diventare irregolari per la perdita del lavoro e il concomitante scadere del permesso di soggiorno; e mentre lo stesso ministro promette di procedere sulla strada del conferimento della cittadinanza a tutti i bambini nati in Italia, secondo lo ius soli, la Francia (che pratica lo ius soli dal Cinquecento) continua a marciare sulla strada di un inasprimento delle regole di immigrazione. Deciso a non farsi surclassare dal Front National di Marine Le Pen, e confortato dai contrasti che regnano in campo socialista, il ministro dell’Interno, Claude Guéant, ha illustrato martedì i passi avanti verso l’obiettivo di “non più di centocinquantamila immigrati legali l’anno”, cinquantamila in meno rispetto a ora. Spicca il dato delle naturalizzazioni: meno trenta per cento dal 2010 al 2011, da 94.500 a 66.000.
“La naturalizzazione sancisce il risultato del percorso di integrazione e assimilazione”, ha detto Guéant. Un componente sindacale della commissione che si occupa della naturalizzazione ha dichiarato al Monde che mentre “un tempo, su settantamila richieste, ne veniva accettato il settanta per cento, ormai ne respingiamo il sessanta per cento”. Il ministro ha annunciato anche la riduzione del 26 per cento dei permessi di soggiorno concessi per la prima volta a lavoratori stranieri, mentre aumentano gli allontanamenti forzati. L’anno passato sono state 32.912 le persone riaccompagnate alla frontiera – record dovuto anche all’espulsione dei Rom, che aveva guadagnato alla Francia il biasimo della Commissione europea – e il ministro dell’Interno ha promesso che nel 2012 i respingimenti potrebbero arrivare a quota 35.000. Il giro di vite testimonia dell’importanza del dossier immigrazione nella partita elettorale di primavera, soprattutto dopo la gaffe di Sarkozy, che ha prima annunciato di volere il voto per gli immigrati alle comunali e poi, impensierito dalle disastrose reazioni dei sondaggi, ha fatto marcia indietro. Ora parla solo Guéant.